Taglialingue e dissidenti
In Egitto c’è un Voltaire arabo a cui gli islamisti stanno dando la caccia
I fondamentalisti islamici hanno già affisso il suo nome sulle porte di alcune moschee radicali. Il terrore per Sayed al Qimani è aumentato a dismisura dopo che il governo egiziano gli ha assegnato un prestigioso premio. Figlio di un imam della povera provincia egiziana, Qimani è oggi un uomo in fuga, il primo secolarista arabo sulla lista nera dei taglialingue. L’Economist lo ha già ribattezzato il “Voltaire arabo”.

Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.
